Ci vorrebbe un miracolo per l’Iraq. Una cascata di miracoli per i tanti diversi conflitti che devastano quella zona del mondo che siamo abituati a chiamare, in modo erroneo, Medio Oriente [per noi invece è il Vicino Oriente]. Ed ecco che Hamza Piccardo sin dal titolo del suo romanzo annuncia un «Miracolo a Baghdad» e ci invita a sperare.
Un miracolo grande … non piccolino come quello di cui si contentava Troisi nel film «Ricomincio da tre»: sarà la pace, che però non arriva dal cielo ma dalla terra calpestata da uomini e donne in carne e ossa che, come san Francesco o Gandhi, credono in una rivoluzione disarmata. Il libro ci guida, passo dopo passo, attraverso le molte città nelle quali il miracolo inizia la sua lunga marcia.
Conosciamo molti [quasi tutti, se ci si appassiona di politica] dei personaggi che tessono – o che provano a disfare – la trama di questo miracolo: dai Fratelli musulmani a Chavez, da Mandela a Nasrallah, da Ocalan a Sarkozy. Per altre persone l’autore usa uno pseudonimo che, a volte, cela ben poco: il vice-direttore del quotidiano italiano «Corriere della notte» [con sede in via Polverino] per esempio ha una straordinaria rassomiglianza con un certo Magdi Allam che da via Solforino, sede del «Corriere della sera» inneggia ogni ora, con ritmi da stakanovista, allo scontro di civiltà.
«Fantapolitica?»: se lo chiede Franco Cardini nella nota introduttiva. Il reale che si mescola con l’immaginario, «canto unico in una pluralità di voci» risponde Tariq Ramadan nella sua affettuosa prefazione. La forza dei desideri e la persistenza degli incubi che vengono proiettati un po’ più in là nel tempo… per capirli meglio, per immaginare futuri sarebbe invece la risposta di molti appassionati della mejo fantascienza.
Anche se questo è un romanzo «sui generis», se per certi versi è più un abbozzo che un’opera compiuta, l’etichetta di fanta-politica calza quasi a pennello. Leggetelo [144 pagine per 10 euri] e vedrete. E’ pubblicato dalle edizioni Al Hikma di Imperia, se non lo trovate nelle librerie dal sito www.libreriaislamica.it è possibile ordinarlo.
Il misterioso protagonista del romanzo, Darwish, il derviscio è un «povero di Dio», uno scuotitore di coscienze, un costruttore di miracoli. Piccardo invece è un esponente dell’Ucoii, l’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia. Come Cardini spiega, Piccardo – con tutta l’Ucoii – è nel mirino del Mic, il «ministero dell’Informazione corretta», una struttura orwelliana che veglia sulle nostre coscienze e «sulle idee altrui», le quali se non conformi al Puv, il Pensiero Unico Vigente, devono essere «ignorate» o «distorte»; nel caso di Piccardo il modo migliore per distorcerne le affermazioni è ripetere «il mantra scomunicatorio» composto da tre parole magiche: «antiamericano, antisionista, antisemita».
Un’ultima nota. Anche se Piccardo è italiano, magari a chi legge verrà la curiosità di sapere se esiste una fantascienza araba. Ne riparleremo.
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