La prima apparizione di Tex è stata nel 1948. In quegli anni il west era un po’ come la fantascienza. Le praterie del Texas somigliavano più alle galassie sterminate di Marte e Saturno che alle vallate soleggiate che separano le montagne rocciose dal Rio Grande. Per i giovani dell’epoca, scampati alle atrocità della seconda guerra mondiale, il vecchio e selvaggio west che compariva al cinematografo e sui giornalini era un’invenzione spettacolare degli americani di Holliwood. Un luogo dove a colpi di pistolettate c’era chi riusciva finalmente a mettere ogni cosa al suo posto.
Comunque sia, da allora, Tex Willer, questo ragazzaccio dell’arizona che non sbaglia mai un colpo, ne ha combinate di tutti i colori per mettere al riparo dalle ingiustizie i disgraziati della terra. E, con il passare deli anni è diventato un fatto di cultura nazionale, superando ogni improbabile steccato di che avrebbe voluto relegarlo ad una pura e semplice lettura d’intrattenimento. Quando, qualche anno fa, chiesero a Bonelli padre, il segreto di tanto successo, lui rispose con una verità, che non lasciava spazio a dubbi e interpretazioni sbagliate. «La gente odia il militare arrogante, il pezzo grosso, il banchiere. Odia il potere. Cerca l’evasione, e io gliela offro: un ranch nel deserto, un’apacheria, una giungla».
Dopo la sua morte e quella di Aurelio Galleppini, molti autori si sono messi all’opera sulla serie. Pochi hanno saputo conquistarsi la fiducia e l’attenzione dei lettori. Uno tra questi, è certamente Claudio Villa. Intervistarlo è stato un vero onore.
Come nasce una copertina di TEX? Quali sono i tempi di realizzazione? Quali Le difficoltà?
I tempi dipendono dalla difficoltà. La difficoltà dipende dal tipo di immagine: se è un’immagine che rischia il “già visto” bisogna lavorare molto per renderla “diversa” (e dopo cinquecentocinquanta copertine non è cosa facile). Faccio alcuni schizzi. Per rendere meglio la resa finale faccio delle fotocopie e metto i neri con il pennarello. Invio i fax in casa editrice e, una volta approvate, le “metto in bella”. Da qui, se non ci sono problemi di nebbia o di traffico (leggi: se la mano fa quel che le dice il cervello e se il pennello fa quel che gli dice la mano) il procedimento porta via uno o due giorni. Il colore è quello che impegna di più. Faccio la fotocopia del nero su cartoncino in formato A4. Poi uso le Ecoline e le tempere acquerellate. Lo scopo è dare una specie di definitivo al colorista, che ha il compito di “trasportare” e stampare i miei colori.
La più bella copertina che hai realizzato? E non dire quella che farai domani.
Dopodomani, quella di domani è ancora brutta… scherzi a parte, quella a cui sono affezionato è «La Maschera dell’Orrore», numero 494. Ma anche quella di «Mefisto», numero 501, non mi dispiace.
Lasciamo per un attimo i fumetti. Ascolti musica quando disegni?
Classica, Baglioni… ma mi piace ascoltare anche la radio: sentir parlare mi fa sentire meno solo, anche se quando vorresti parlare tu, la radio non ti ascolta come vorresti…
In giro si dice che tu sia un “tifoso” dei motori soprattutto della F1. È vero? come è nata questa passione?
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Da sempre “covava”. È esplosa sui trent’anni, ma ero troppo vecchio per mettermi a far le cose sul serio. Con un amico ho comprato un Kart e ci siamo messi a girare in pista, ma è finita presto…mi sono dato ai simulatori per computer. Non rischio le mani e giro anche quando fuori nevica.
Il west è fatto di soli uomini! Gente dura, polvere e piombo. di donne in giro se ne vedono poche… avendone l’occasione quale attrice famosa vorresti avere in posa per un ritratto?
Ehm…t rovo che Sabrina Ferilli potrebbe essere la “soggetta” ideale.
Torniamo a Tex con una domanda a bruciapelo. Qual’è il suo successo?
È il “fratellone” che tutti vorremo avere a fianco. Dotato di grande capacità di “leggere” nel cuore degli uomini e di un grande senso della giustizia. Una forza morale non comune e una tenacia eroica nel perseguire i suoi obiettivi. Aggiungiamo il fatto che non “se la tira” e ogni tanto ci fa ridere con qualche battuta di spirito…non c’è da stupirsi che ci sia in giro gente tanto affezionata a lui.
Abituato a vedere Carson con le sue bistecche alte due dita e montagne di patatine fritte, ti sei lasciato condizionare? Cosa mangi quando ti trovi in un ristorante?
Risotto al pesce persico… e Carson non sa cosa si perde.
Subito dopo una vincita miliardaria cosa faresti? (escludendo la beneficenza, campo in cui sappiamo sei molto impegnato).
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Aprirei una casa editrice per far lavorare tutti quei giovani dannatamante bravi che incontro alle (rare) manifestazioni a cui partecipo. Hanno tante cosa da dire e sarebbe giusto che qualcuno glielo lasciasse fare.
Come trascorre una giornata “tipo” Claudio Villa?
Come tutti. Sveglia presto, alle 6,45, colazione e verso le 8 sono al tavolo da disegno – non ho problemi di traffico, code, ingorghi: scendo una rampa di scale e ci sono… Stacco a mezzogiorno, riprendo dalle 14,30 fino a sera… 19.30, a volte le 20… ma in mezzo ci sono ricerche di materiale, disegni rifatti, schizzi inutili, perdite di tempo, telefonate di sceneggiatori da corroborare, sistemazione del materiale in disordine… insomma una giornata di ordinaria fumetteria.
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