Se avete in mente quella scena di Pulp Fiction in cui appare uno strano signore, in giacca e cravatta che, prima pronuncia questa frase, e poi aiuta John Travolta e Samuel Lee Jackson a far sparire un cadavere, allora avete capito chi è Raffaele De Falco. Mr. Wolf e Mr. De Falco si assomigliano alla stessa maniera di due cowboy di frontiera. Sono due gemelli siamesi separati dalla nascita a cui in età adulta sono cresciuti gli stessi baffi, precisi e pettinati come quelli di un vecchio gentiluomo del sud. Hanno gli stessi capelli. Un po’ bianchi e impomatati, tirati con cura all’indietro. Ma, soprattutto, hanno gli stessi nervi d’acciaio e l’aria sicura di chi sa cavarsela sempre, in qualsiasi situazione, anche le peggiori.
L’unica differenza è che De Falco di mestiere fa il medico. Non perdete il vostro tempo a cercarlo sul libro paga di Wallace perché è una persona onesta. È amico-amico di Bonelli. È lontano parente di quel Tom De Falco che anni fa salvò la Marvel Comics dal fallimento. Non passa il suo tempo ad occultare cadaveri – anzi, in qualche caso li resuscita! Ma scrive libri e recensioni, organizza mostre e convegni, colleziona fumetti e tavole originali, il tutto tra un’ emergenza 118 e i corsi da istruttore di manovre rianimatorie, mentre scappa da un pronto soccorso all’altro. È diventato celebre nel mondo dei fumetti perché, negli anni ottanta/novanta, tra le molteplici attività, ha contribuito a lanciare disegnatori di talento con la stessa facilità di un cane che sa trovare tartufi pregiati sotto metri di terra. Le cronache dicono che tutto iniziò nel 1970, quando si trovò in una mano Devil e nell’altra Tex! L’evento diradò di colpo le nubi dell’oblio che lo avevano avvolto fino ai dieci anni facendogli riaffiorare alla memoria la caduta – a pochi mesi – in una culla piena di fumetti! La madre lo aveva tirato fuori prendendolo dal tallone. Ma ormai il “contatto” lo aveva segnato! Da lì niente è stato più lo stesso. Storicamente determinante è stato poi, l’impatto con la rivista Salernitana Trumoon, si vedeva subito che era diversa dal resto. C’era talento da vendere, tanti autori che oggi sono divenuti delle star: Bruno Brindisi, Raffaele della Monica, Giuseppe De Nardo, Daniele Bigliardo, tanto per fare qualche nome, a dispetto della famigerata Privacy.
Se ancora avete dubbi e vi state chiedendo ma chi diavolo è questo, allora sappiate che se non ci fosse stato lui, Mr. De Falco, forse qualche “storia” nel mondo del fumetto italiano, sarebbe stata diversa. Molti disegnatori, editori, collezionisti, mercanti si sarebbero ritrovati senza una figura che col suo operare ha fatto e fa solo bene al fumetto.Dove trovi il tempo per dedicarsi a tutto questo, resta un mistero insoluto! Qualcuno ha tentato d’imitarlo , invano! Molti se lo chiedono ancora, ma nessuno ha saputo darmi una risposta! Una sconosciuta Alchimia!? Magia? Ubiquità? IV dimensione… Resta viva la convinzione che Mr. Wolf c’entri davvero qualcosa.
Ti sei mai innamorato di una paziente?
No! Ma mi è capitata la posizione del (Troisi placet) “chiedigli se c’ha un’amica”!
Sei famoso per il tuo fiuto. Dimmi la verità, c’è stato qualche episodio in cui hai preso fischi per fiaschi?
Bhe! Con l’apparato olfattivo che mi ritrovo è difficile sbagliare! Mah! In verità mi è capitato il contrario! Qualcuno che non mi ha creduto quando gli ho consigliato di cambiare mestiere!
Dimmi l’autore più importante che hai scoperto? Un solo nome. Gli altri non si offendono.
Qui c’è da chiarire una cosa. L’etichetta di “talent scout” (a dispetto della mia allora giovane età) mi fu data da Sergio Bonelli (bontà sua) per quello che gli avevo dimostrato, ma mi sono sempre considerato uno che avendo un po’ di competenza quando ne ha avuto l’occasione ha dato qualche consiglio. Quando ho incontrato qualcuno che meritava di essere segnalato l’ho fatto con piacere, con discrezione, ma sempre da dietro le quinte – senza mettermi in vetrina – per amore e nell’interesse del buon fumetto. Null’altro. Per come la penso il talento non si “scopre”, in un modo o nell’altro esce comunque fuori, lo si può solo riconoscere e indirizzare!
Sei uno stimato professionista. Uomo di medicina. Chi te lo fa fare?
A fare cosa? Il Medico? Eh! sì! Me lo chiedo spesso.A parte gli scherzi, sono caduto nei fumetti da bambino e ho il sangue contaminato. Se sto lontano e non faccio le mie ore di “immersione” vado in crisi d’astinenza. O più semplicemente in tre parole: amo i fumetti!
La storia dei comics è stracolma di riviste amatoriali. La maggior parte lasciano il tempo che trovano. Trumoon ha lasciato un segno e soprattutto ha lanciato tantissimi disegnatori. Come si fa? Trumoon è dei salernitani che l’hanno creata (i fratelli Piccininno, Della Monica, De Nardo, Lauria ecc.) ed è un fenomeno irripetibile di rivista autogestita. Mi sono limitato dapprima a “seguirli da vicino” , a tenerli d’occhio e, poi, a “riunirli” dopo diversi anni che si erano sparsi ai quattro venti. Parlando di riviste, un altro piccolo “primato” lo condivido con il mio amico Pino Di Genua quando, in un momento in cui spuntavano le fanzine come funghi (sparando cazzate a mitraglia), abbiamo fatto scuola creando le storiche Flex ed Elektra Magazine, anticipando i tempi e inventando quella che poi è la “moderna” rivista fumettistica d’informazione e critica (ricordi le pagine gialle?!) e anche il moderno approccio ad una certa produzione editoriale di settore: le serie di monografie di autori e di personaggi. Cose che oggi sono un “filone” normale. Noi le abbiamo realizzate all’inizio degli anni novanta! Belle soddisfazioni!
Cosa c’è di piacevole ad organizzare una mostra in cui gli altri, i disegnatori, sono assaliti dai fan, e tu, organizzatore sei assalito soltanto da mille problemi da risolvere in pochi minuti?
E chi ha detto che è piacevole?!… lo si fa per tre motivi 1) per speculazione, 2) per amore, 3) per amore della speculazione! Io, aimè, l’ho fatto solo per la seconda e debbo dire che mi ha gratificato molto. Ho imparato tanto e dato tutto quel che potevo. Il sorriso sul viso dei ragazzi e la stima concessami delle persone che ho avuto intorno non hanno prezzo.
La tua collezione di fumetti è leggendaria, a quanti pezzi siamo arrivati?
E chi li conta! L’ultima volta che ho tentato di farlo sono arrivato a circa 40mila. Pezzo più, pezzo meno. Poi ho perso il conto! Saranno passati… che so? Una quindicina d’anni. Da allora, drammaticamente, ho continuato ad accumulare. Ho dovuto comprare un sottotetto per tenerli!
Il pezzo più prezioso?
Mah! non saprei dire. Ti posso dire quello a cui sono più affezionato e a cui spesso indirizzo le maledizioni! Il n.116 di Tex che, insieme al 17 di Devil della mitica Marvel-Corno, costituiscono per così dire il mio “cent” di Paperon de’ Paperoni!
Anche la tua collezione di tavole originali è invidiabile. Cosa nascondi sotto il letto?
Quelle hanno un altro significato, ce ne sono alcune che mi hanno regalato gli amici di sempre dove magari vengo anche ritratto come una tav di Zagor di Della Monica. Cose che rappresentano il mio sogno di trasformarmi, incellulosizzarmi, in un fumetto! Altre che ho avuto per riconoscenza da autori sconosciuti diventati famosi che m’inorgogliscono molto, altre che ho comprato perché rappresentano il mio massimo di gusto estetico/narativo. In ogni caso ne sono un bel po’, forse troppe.
Ogni anno ci sono decine di fiere, mostre, etc. Alcune belle altre brutte. Cosa bisogna vedere e cosa bisogna evitare?
L’amore per il media mi porterebbe a dire che più ce n’è e meglio è. L’organizzatore razionale che è in me, invece, mi porta a criticare la marea infinita di mega fiere che si susseguono a mitraglia danneggiando solo se stesse e portando al massimo splendore speculatori e pseudo mercanti! La mia idea è quella che il fumetto e il collezionismo sono ormai un fenomeno sempre più di nicchia quindi operare sul settore in modo differenziato e sul poco ma buono! Su tutti i fronti!
Progetti in cantiere?
Nell’immediato? Tre volumi “biblici” + uno, in Work in Progress da dieci anni! .Dare una mano ad un disgraziato che potrebbe ricalcare qualche orma e dare con l’entusiasmo della sua gioventù un buon contributo al settore. E ancora: articoli, interviste, idee da materializzare e un miliardo di altre
cose, più di quanto si possa immaginare, meno di quello realizzabile!
Rimpiangi qualcosa?
Chi dice che non ha rimpianti è un ipocrita. Ma, non riesco a dirti i miei. Forse uno è quello di non avere giornate più lunghe di 24 ore! E di non riuscire a fare quattro cose contemporaneamente, solo tre! O di non aver coltivato il talento nel disegno.
Che consiglio daresti ai giovani autori?
Credere, credere, credere. Nelle aspirazioni, nelle capacità, nei sogni. Niente è irrealizzabile, è solo questione di volontà!
Lasciamo da parte i fumetti e facciamo un gioco. Siamo nel 2025. Il mondo è invivibile, devi scappare sulla luna a bordo della tua Ford Mondeo che vola verso l’atmosfera spinta da potenti reattori nucleari. Cosa metti nel bagagliaio?
Vediamo. Uhmmm! 7 × 3, 21 meno 45 e porto quattro. L’età è quella della pensione! La lampada di Aladino con annesso genio. Per qualsiasi problema! E se non esaudirà i desideri gli si può sempre chiedere "Se c’ha un’amica!!! "
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