Teatro
Santarcangelo 06. La scena e la realtà
L'ultimo festival di Santarcangelo non è stato solo un’occasione per vedere cosa si muove nell’ambito del teatro di ricerca, ma anche un momento di confronto e discussione, per parlare di ciò che [continua]
La classe operaia va in teatro
Il nuovo spettacolo dell'attore lucano racconta della battaglia di melfi e le vite degli uomini che l'hanno fatta. Una vicenda fortemente locale ma che parla al mondo globalizzato [continua]
La risata crudele dell'Africa di Brook
Un testo di Athol Fugard, che appartiene al teatro delle township sudafricane, è alla base dello spettacolo che il grande maestro ha portato a Roma e Milano [continua]
La vita racchiusa in un gesto
Ripetersi senza essere ripetitivi. È una prerogativa di pochi artisti, e nello specifico di quelli che sanno entrare in un mondo restando in ascolto, e con discrezione e sapienza portarne alla luce ciò che c’è da raccontare. È ciò che accade con «La Borto» di Scena Verticale, ultimo lavoro di Saverio La Ruina, che torna a dare corpo e voce a un personaggio femminile del sud, della sua Calabria. Una…
Ambigue realtà all'italiana
L’ultimo lavoro di Teatro Minimo, «Sequestro all’italiana» (in scena al Teatro Orologio di Roma fino al 20 dicembre) parte da una drammaturgia originale di Michele Santeramo, arrivata finalista all’ultima edizione del Premio Riccione. La ricetta che mescola atmosfere meridionali con una scrittura dal sapore vagamente pinteriano, ossatura di diversi lavori del drammaturgo pugliese, restituisce un’idea di dilatazione della realtà, del tempo, che lungi dall’esiliarsi nell’astrazione ci racconta molto dei tempi…
Dentro al "blob" dei Babilonia
Al centro di «Pornobboy», l’ultima produzione dei Babilonia Teatri, c’è il flusso mediatico che ci avvolge quotidianamente, il cosiddetto “chiacchiericcio televisivo” – ma la carta stampata, che ne assume i codici e gli epiteti in tempo reale, non ne è certo esente – che disegna l’orizzonte asfittico dei nostri giorni, fatto di ossessioni voyeuristiche (poco importa che l’oggetto sia il sesso o la violenza) cucite in doppia battuta col moralismo…
La voce profetica di Marina Cvetaeva
«Non è stata lei a suicidarsi, è stata l’epoca ad ucciderla. Ha ucciso lei, ha ucciso me, ha ucciso noi. Noi non eravamo pazzi, eravamo soltanto poeti». Inizia così, con questa accorata difesa pronunciata da Anna Achmatova, il monologo ideato e diretto da Ensnedy Milán Herrera «La poesia in trappola», sulla vicenda umana e artistica di Marina Cvetaeva (di recente in scena al Teatro Manahattan di Roma). La poetessa russa…
Oltre l'ombra della vergogna
«La mia vergogna c’era prima di me, io ci sono solo caduta dentro». Su questa sentenza folgorante, apice di un’impressionante tassonomia dell’insicurezza umana, si apre «Magick», scritto e diretto da Lucia Calamaro, un’autobiografia della vergogna che pescando nel profondamente intimo riesce ad essere profondamente universale. Perché la vergogna d’esser guardati per essere giudicati – nell’aspetto fisico come nello spirito, che sul corpo lascia i suoi segni – è qualcosa che…
Precari al cubo
Qualche anno fa, era il 1998, Peter Weir arricchì il cinema moderno del film che scardinava gli istinti trattenuti di una nascente generazione voyeur. Insieme mostrava il declino dell’umano ridotto rappresentazione inconsapevole, accadimento naturale divenuta replica. Questa aberrazione era la chiave di The Truman Show. Questa sensazione di crescente disumanità è un odore acre in un «Metrocubo», diretto e interpretato dal suo autore, Roberto Caccavo [di recente in scena al…
In difesa della parola
È un testo dichiaratamente anti-moderno, e persino anti-teatrale se si prendono per parametro le ansie comunicative della ricerca odierna, questa «Epistola ai giovani attori» di Olivier Py, autore francese portato di recente in scena da Giorgio Barberio Corsetti al Teatro Colosseo di Roma e al Festival Prospettiva di Torino. Un lungo monologo (o quasi) che arringa in difesa della parola in questi tempi dove la comunicazione diffusa l’ha resa un…
Riavvolgendo Pina Bausch
La singolarità di «Rewind», l’omaggio a Café Müller di Pina Bausch (pietra miliare del teatro-danza, anno di grazia 1978) che ha visto per la prima volta insieme il duo Daria Deflorian-Antonio Tagliarini, sta nel fatto di riuscire a parlare di memoria senza mostrare, raccontare, far vedere. Al centro dello spettacolo c’è la conversazione di questi due stralunati individui che, con fare pierrottesco, guardano le scene principali dello spettacolo da you-tube….
Countdown to extinction
Su un fondo asettico si muovono quattro figure in tuta bianca, che ricordano le tenute anticontaminazione di tanti film catastrofici sfornati dal cinema degli ultimi anni. Mimano dei massacri, sgozzamenti, estirpazione di arti, sbudellamenti, ma il loro gesto produce un segno visibile: uno schizzo di sangue che dilania il bianco della scena. Il sangue è vernice, e lo è manifestamente: con un erogatore, una delle figure crea l’effetto dello spruzzo…
Scendere a patti coi Menoventi
All’inizio si viene accolti in una sorta d’ufficio da una persona elegante e affabile, ma anche un po’ inquietante, che ci spiega che occorre sbrigare una piccola formalità: cedere l’anima al diavolo in cambio della visione dello spettacolo. Un po’ poco, si potrà obiettare, ma per chi non firma l’unica alternativa è non assistere alla piéce. Potrebbe sembrare un classico congegno d’arte concettuale, dove si dà corpo a un concetto…
Viva l'anarchia!
Presente a tutte le edizioni di Short Theatre, Induma Teatro ha ottenuto quest’anno il suo miglior successo di pubblico con «Viva l’Anarchia!». Non è un caso. A questa versione riveduta e corretta di «Anarchia in Baviera» di Rainer Werner Fassbinder, il regista Werner Waas ha impresso un ritmo coinvolgente, dove l’elemento musicale è predominante, sia nella scelta di eseguire in scena la colonna sonora (ad opera di Tobia Lamare), sia…
La magia dell'Orchestra di Piazza Vittorio
Reduce dal successo ottenuto in Europa, l’Orchestra di Piazza Vittorio torna finalmente a Roma con la sua particolarissima versione de «Il Flauto Magico» di Mozart, riveduto e corretto secondo lo spirito (e il sound) interetnico che ha fatto dell’orchestra diretta da Mario Tronco uno degli esperimenti musicali più riusciti e amati degli ultimi anni. Lo spettacolo, al suo debutto italiano, ha aperto il 23 settembre l’edizione XIV del Romaeuropa Festival…
La fragilità di quel che non c'è ancora
Quest’estate a Kilowatt festival Caterina Moroni ha presentato due brevi interventi di taglio istallativo, «Semenza» e «Espantos», prima e terza tappa di un progetto più grande che li contiene entrambi, dal titolo «Tracce». Al centro del percorso di Moroni, che in entrambi i casi si sviluppa all’aperto, in un campo, sembra esserci il rapporto con la natura, la dimensione biologica della vita come fatto ipogeo, nascosto agli occhi atrofizzati dell’uomo….
Quel panzone di Babbo Natale
Corrosivi come non mai, tornano i Tony Clifton Cirus con la loro clownerie al vetriolo, che in questa nuova produzione ha come bersaglio uno dei miti dell’infanzia, simbolo di bontà, gioia e di tutta la gamma di buoni sentimenti con cui l’industria pubblicitaria cerca di convincerci a spendere. «La morte di Babbo Natale» è un attacco al più sfruttato degli immaginari, sogno di ogni bambino ma anche icona della coca-cola…
De Summa e l'Amleto da strada
Cosa altro ha da dirci la vicenda di Amleto dopo 400 anni di storia e di rappresentazioni? Molto, evidentemente, se Oscar De Summa, ideatore e regista di «Amleto a pranzo e a cena» – di recente in scena al festival Inequilibrio di Castiglioncello – riesce a regalarci uno spettacolo memorabile, capace di coniugare ironia e poesia, parlandoci di vendetta e di dubbio, come vuole la vicenda del principe danese, ma…
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