«Mischelle di Sant'Oliva» di Emma Dante

Mishelle_–_dante

Due siparietti sul palcoscenico preludono ad una rappresentazione dentro lo spettacolo. È un teatro del dolore che ci sbatte in faccia la vita di un padre e di un figlio, il loro rapporto ruvido, conflittuale, morboso, denso di elementi arcaici, di espressioni patetiche. E di gesti d’anima trattenuti, che si dipanano via via sugli oggetti in scena–un gomitolo, una corda appesa, un biberon per terra, due sedie–da cui prenderanno forma e forza sentimenti che si scioglieranno in gesti fragili, abbozzati: tentativi di un bisogno d’umana comprensione.
Salvatore e Gaetano evocano la stessa donna, la madre e la moglie. Seggono a distanza, il vecchio e il ragazzo, perché il padre si rifiuta da anni di guardare il figlio del quale non accetta la diversità. Come non accetta di essere stato abbandonato dalla bellissima ex chanteuse dell’Olympia di Parigi che lo ha seguito in Sicilia per amore e, da anni ormai fuggita, non tornerà più.

In questo interno domestico dall’odore rancido, creato dalla regista e autrice palermitana Emma Dante, si addensano ancora una volta stratificazioni di esistenze alla deriva pronte ad esplodere in uno spasimo liberatorio che reclama la vita, per trarre quella miseria umana alla luce del giorno. Tra nostalgia e rabbia, nello sconforto di un isolamento caparbio, il vecchio non esce mai, affogato in quella “solitudine che mi sta seccando il cuore.” Salvatore lo accudisce con sollecitudine, e dalla sua postazione gli lancia parole; gioca, lo deride, lo provoca per costringerlo a guardarlo, fino a quando si accorge che è giunta l’ora di spogliarsi e cambiare identità. Ogni sera indossa un vestito aderente, che non nasconde le sue forme sovrabbondanti, e si avvia in Piazza Sant’Oliva, inghiottito nel quartiere delle prostitute. A quel rito quotidiano risponde ogni volta il padre con la minaccia di ammazzarsi.

Tra schermaglie verbali, rancori e cinismo, i due ricordano insieme la femminilità e la sensualità della loro donna e ingaggiano una sorta di gara di ballo ricordando quei passi che la moglie aveva insegnato loro. Sembrano tornare ad uno stadio infantile, liberatorio. Ma è solo un momento. Il tempo però di sciogliere finalmente il disprezzo fisico e di condanna: Salvatore abbraccia il padre in un gesto soffocante, goffo, ma potente, che si confonde tra la schiena e le braccia. Solo così, nell’affondo di lama dentro un arcaico inferno famigliare, Emma Dante mostra sentimenti duri, violenti, che possono turbare e respingere, perché non vivono dell’edulcorata rappresentazione. Per parlarci ancora una volta di quel bisogno universale d’amore, affidato ai due straordinari interpreti Giorgio Li Bassi e Francesco Guida.

Visto a Roma, teatro Palladium, 19 maggio 2006

Tags assegnati a questo articolo: teatro

Mail_long
dello stesso autore
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali carbone carcere Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città clandestino clima Colombia commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti diritti globali diritti umani disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto elezioni emissioni Enel energia Epa Eritrea espulsioni Etiopia