Numero cinque 2007/2008
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Nella quinta puntata, a Radio Ozio ascoltiamo una narrazione del Calderon, tragedia pasoliniana sull’impossibilità della rivoluzione nei nostri tempi in scena nella settimana dell’anniversario. A Macroscopio parliamo di Aldo Bianzino, morto nella notte tra il 13 e il 14 ottobre scorso all’interno dell’istituto di pena “Capanne” a Perugia, in circostanze per ora del tutto oscure.

Sommario

Aldo Bianzino era entrato in quel carcere circa 24 ore prima, arrestato con l’accusa di coltivare piante di cannabis presso la propria abitazione.Il suo corpo è stato ritrovato nella cella inanimato, la testa rivolta dalla parte dei piedi.

Al momento dell’arresto, è’ notizia certa che Aldo, un quarantenne dall’esistenza tranquilla e la vita appartata, così come lo raccontano i parenti, era in ottima salute. Cosa è’ successo quella notte? Aldo era detenuto in una cella di isolamento o si trovava con altri detenuti? Quali sono gli esiti dell’esame autoptico eseguito sulla salma?

Se si pensa di trovare una risposta queste domande o un chiarimento sui giornali o in tv, ci si sbaglia di grosso. Di Aldo Bianzino se ne èì parlato veramente poco, e aldilà di qualche coraggiosa cronaca locale, degli articoli pubblicati sul sito dell’agenzia stampa Lettera 22 e di uno spazio di Repubblica dedicato al caso dieci giorni dopo la morte di Aldo, il resto dei media ha mantenuto un imbarazzante silenzio stampa.

Oggi amici e parenti hanno creato un comitato verità’ per Aldo e chi vuole sostenere la causa o solo informarsi, capire qualcosa di più di questa misteriosa vicenda può visitare il blog veritaperaldo.noblogs.org. Anche le associazioni che si occupano dei diritti dei reclusi guardano attonite il silenzio dei media.

Questa inchiesta non puo finire nel nulla. Il sottosegretario alla giustizia Luigi Manconi,nonostante l’obbligo di non lasciare dichiarazioni perchè’ le indagini sono in corso, considera l’accertamento della verità’ “un punto di onore irrinunciabile”.

“il recluso è’ morto a seguito di lesioni e di colpi subiti”-ci dice Manconi, aiutandoci a fare luci sul caso.
Dunque si e’ trattato di un malore, e si può escludere anche la possibilità di un suicidio. La sua morte insomma non è’ dovuta alla responsabilità di un singolo, ma ad una responsabilità istituzionale.

Intanto sul tavolo del Senato approdano due interrogazioni al ministro della giustizia, una presentata da Rifondazione e l’altra presentata dal senatore Mauro Bulgarelli. Bulgarelli non solo chiede di fare luce sull’accaduto, ma accende i riflettori anche sotto un altro aspetto inquietante della vicenda, il fatto che i familiari a dieci giorni dall’accaduto ancora non avevano potuto vedere la salma.

Troppi particolari inquietanti, troppi diritti violati. Per questo oggi il caso di Aldo è’ diventato, da fatto di cronaca italiano, anche un dossier del Comitato europeo per la prevenzione della tortura che, sollecitato da “Antigone” ha già’ risposto che l’istituzione di Strasburgo che fa capo al Consiglio d’Europa se ne occupera’.
Il protocollo opzionale alla convenzione Onu contro la tortura, che l’Italia ha firmato ma non ratificato, ma che è’ già entrato in vigore, prevede l’istituzione di un meccanismo nazionale di controllo delle carceri. In Italia il disegno di legge che contempla l’introduzione di un garante nazionale dei diritti dei detenuti giace ancora in parlamento. Le associazioni di diritti sono scettiche sull’approvazione di questa proposta di legge. Abbiamo chiesto a Manconi che fine ha fatto quel disegno.

Ospiti della puntata: Luigi Manconi,sottosegretario giustizia ; Susanna Marietti , Antigone

Chiudiamo questa puntata con un appuntamento.

Il comitato “Verità per Aldo” indice una manifestazione nazionale a Perugia per il prossimo 10 novembre 2007 ( alle ore 15 da Piazzale Bove) per sollecitare una risposta chiara e pronta da parte delle istituzioni, affinché’ sia fatta luce su questa vicenda.

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