Sommario
Domenica Mumia Abu Jamal, scrittore e giornalista statunitense, attivista delle Pantere Nere, la storica organizzazione rivoluzionaria dei neri degli Stati Uniti nata alla fine degli anni ‘60, inizierà il ventisettesimo anno di detenzione nel braccio della morte della prigione statale di Greene, Pennsylvania. Risale, infatti, al 9 dicembre 1981 il suo arresto a Philadelphia durante un alterco con il poliziotto Daniel Faulkner.Per ricordare questo anniversario abbiamo raggiunto Silvia Baraldini, anche lei componente del partito rivoluzionario delle Black Panther e che fu condannata nel 1983 a una pena cumulativa di 43 anni di carcere negli Stati Uniti da cui è stata scagionata solo un anno fa. Proprio questa settimana la Baraldni ha ricordato la storia di Mumia attraverso un articolo pubblicato da Latinoamerica e ai nostri microfoni ripercorre il caso Mumia.Il movimento di liberazione stava conoscendo negli anni ‘60 un rapido sviluppo grazie all’opera di attivisti come Malcolm X e Martin Luther King .La peculiarità delle Pantere però fu quella di rifiutare le istanze nonviolente e integrazioniste di King. Al principio della nonviolenza le Pantere sostituirono quello dell’autodifesa (self-defence) come strumento di lotta fondamentale.
Altra peculiarità del Black Panther Party fu la lettura della discriminazione dei neri all’interno di un’ottica marxista-leninistica di lotta di classe, e quindi di opposizione alla struttura capitalistica della società statunitense. Molti di loro finirono in carcere o nel braccio della morte, come ci ha raccontato Bianca Cerri, americanista.Oggi Mumia combatte contro tutte le condanne a sfondo politiche che considera ingiuste e ha posto la sua firma sotto la Lettera Aperta al Procuratore Generale degli Stati Uniti, esigente l’immediata liberazione di cinque cubani combattenti contro il terrorismo. Come ci racconta sempre Bianca Cerri. Una situazione che sembra aggravarsi dopo l’11 settembre del 2001 come ci confermano sia Silvia Baraldini che Bianca Cerri.Nella seconda parte della trasmissione andiamo al 1927 . Questa volta i protagonisti della storia che vi vogliamo raccontare, anche loro finiti nella rete della giustizia americana per le loro ideologie politiche, sono due emigrati italiani, molti di noi li conoscono, si chiamavano Sacco e Vanzetti, noi abbiamo raggiunti telefonicamente Matteo Marolla, dell’associazione Sacco e Vanzetti e ci siamo fatti raccontare la loro storia.
Ospiti della puntata:
Silvia Baraldini, ex detenuta politica
Bianca Cerri, americanista
Matteo Marolla, ass. Sacco e Vanzetti
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Salviamoci! …ma da che cosa, verrebbe da chiedersi. La storia è lunga e particolare e per salvarsi occorre usare la testa, pensare attraverso schemi diversi, riorganizzare il pensiero. La canapa è al centro della storia del corto/documentario Salviamoci. Due generazioni a confronto, due forme di pensiero.. o forse no!


