Dopo il crack dell’Ambrosiano il Vaticano rimpingua le casse vendendo i beni immobiliari ecclesiastici. E agli ex-inquilini sfrattati non resta che accendere un cero a S.Mattone
Sommario: Ristrutturazione, vendoita, cambio di destinazione d’uso sono le parole d’ordine degli ultimi sette anni di politica finanziaria della Chiesa. Per rimpinguare le casse dopo il crak dell’Ambrosiano la Chiesa sta puntando in investimenti immobiliari. Il patrimonio non gli manca, infatti, sebbene dal 1929 non è stato fatto nessun censimento dei beni immobiliari ecclesiastici, si valuta che gli immobili della Chiesa costituiscano dal 20 al 22% del patrimonio immobiliare nazionale.
Molte abitazioni fino ad oggi date in locazione a canoni molto bassi saranno oggetto di cambi di destinazione d’uso in strutture più remunerative come quelle turistiche. Così gli inquilini che a volte abitano nelle case della Curia da oltre cinquanta anni sono costretti ad andarsene e le loro abitazioni vengono trasformate in alberghi, residence,bed and breakfast.
Non solo, la Chiesa gode anche di numerose agevolazioni fiscali: una fra tutte l’abolizione dell’Ici, un regime tutto speciale introdotto dal governo Berlusconi e che sarebbe dovuto essere annulato da un decreto Bersani la scorsa estate ma il decreto non è mai stato approvato.
Ospiti della puntata: Mario Staderini, consigliere Municipio I; Alessandro Speciale, Adista.
In redazione: Marzia Coronati, Chiara Dalmaviva, Leopoldo Calabria, Giuliano Santoro
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