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Il lettore indipendente

A giornale indipendente, lettore indipendente. Ossia quello che non crede che i giornali cadano dal cielo e vengano pagati da chissà chi, anzi sa che un «mezzo di comunicazione sociale» esiste solo grazie a lui: ora che il settimanale cambia [dal 22 aprile un unico fascicolo in uscita il sabato, edicole selezionate...] il lettore indipendente potrebbe...

La febbre del sabato mattina
Il lettore indipendente aspetta con ansia il sabato mattina per andare in edicola a comprare Carta, il suo settimanale indipendente che gli farà compagnia nel week end, e oltre, con le sue letture e agende dalla società civile. Carta costa solo 2 euro ed è sempre in movimento. Dal 22 aprile il lettore indipendente lo troverà cambiato: un solo fascicolo settimanale di 36 pagine. Se poi abita nel Lazio avrà gratis anche le 8 pagine di CartaQui.

 

Questa edicola no, questa sì
Se il giornalaio, da dentro il suo supermarket di occhiali, mortadelle ed enciclopedie, nega sfrontatamente che esista una cosa chiamata Carta, il lettore indipendente comunicherà a distribuzione@carta.org l’indirizzo dell’edicolante fellone e quello dell’edicola che preferisce. O consulta su carta.org l’elenco - che lui ha contribuito a compilare - delle migliori edicole: quelle che hanno sicuramente settimanale, mensile e libri o dvd.

 

Un abbonato molto speedy
Indipendente, cioè intelligente. Magari, arrivato a un certo grado di confidenza, il lettore indipendente decide di abbonarsi. Perché sa che il giornale costa meno che in edicola, avrà in regalo dei bei libri, e la carissima «Postapress ventiquattrore » [non è che il lettore indipendente voglia bene alle Poste, è che a Carta il servizio costa un mucchio] gli farà trovare il settimanale [e il mensile] puntualmente entro il sabato nella casella di casa.

 

Un inviato molto speciale
Il lettore indipendente è anche un corrispondente e un editorialista di Carta. Se vede o fa qualcosa di interessante, se da solo ferma un treno carico di armi dirette in Iraq, o in buona compagnia ferma un Treno ad alta velocità, scrive subito a carta@carta.org: «Volete sapere cosa è successo qui?», oppure: «Io penso che…». Se il messaggio non rimbalza all’indietro insiste, perché qualche volta i giornalisti indipendenti sono distratti.

 

Il navigatore pirata
il lettore indipendente dà almeno una volta al giorno un’occhiata a www.carta.org e piazza il sito tra i «preferiti». Perché si chiede «com’è andata a finire la storia che ho letto sul settimanale?», sa che ci trova tutto su pazzi come gli zapatisti o come quelli della «decrescita». E anche le ultime notizie. Pardon, non notizie. Se è molto abile, magari stampa le cose più interessanti e le dà agli amici, aggiungendo: «Si fa per chiacchierare».

 

Lo spacciatore di Carta
Se ha un amico che ha una libreria o una bottega del commercio equo, il lettore indipendente gli chiederà, senza apparentemente dare alla cosa troppa importanza, perché non vendano il settimanale, il mensile o i libri o i dvd di Carta. E se l’amico non dà risposte soddisfacenti, lui insisterà gentilmente: «Guardate che un circuito indipendente è necessario. O vogliamo restare come scemi con il Corriere della Sera in mano?».

 

L’editore indipendente
Quando è al punto di cottura giusto, allora il lettore indipendente è pronto per un passo impegnativo: diventare socio dei Cantieri sociali, cioè di Carta, insieme a quasi 500 altri soci. Starà attento alle spese per un mese o due o più [dipende dai casi] e in un grosso salvadanaio farà cadere 516 euro circa, con i quali diventerà, da lettore-redattore, editore indipendente. Così potrà licenziare gli sfaticati che fanno il giornale.

[illustrazioni di Zerocalcare]

[versione in pdf - 700 kb]