Democratici e repubblicani alla prova del big tuesday
I principali network di news internazionali hanno preparato dirette, collegamenti continui e analisi in tempo reale. La campagna elettorale statunitense è, prima di tutto, un evento mediatico mondiale. Nel giorno del «big tuesday», il primo stato a chiudere i seggi per le primarie sarà la Georgia, quando in Europa la mezzanotte sarà appena passata. Per avere i risultati della California, il più importante tra i 24 stati che votano oggi,…
George Bush lascia il Medio oriente
Con una breve visita in Egitto, George Bush ha concluso la sua visita in Medio oriente. E lascia dietro di sé una forte puzza di guerra. Tutti gli incontri degli otto giorni di tour, da quello con Ehud Olmert, a quello con Hosni Mubarak, passando per Abu Mazen hanno avuto esplicitamente l’obiettivo di preparare il terreno politico per un’eventuale azione di forza contro l’Iran. Obiettivo che ha spinto gli Usa…
«Non siamo più negli Usa». La protesta dei lakota
Sepolti negli archivi della Rai ci sono ancora i filmati dell’occupazione di Wounded Knee, nel 1973. Si vede un uomo, evidentemente indigeno, che incrocia due pipe di guerra. Attorno a lui, minacciosi e stupiti, i veicoli blindati e i carri armati della guardia nazionale statunitense. Quell’uomo, Russel Means, era uno dei fondatori dell’American indian movement, storica organizzazione dei «natives», gli indigeni del nordamerica. Means fa parte oggi della Freedom delegation…
Perché il vertice di Annapolis riguarda l'Iran
Era stata inizialmente presentata come una conferenza di pace per trovare una soluzione decisiva al conflitto israeliano-palestinese. Ma, man mano che si avvicinava l’ambiziosa conferenza tanto voluta dal presidente George W. Bush – il suo maggiore sforzo di riavviare i negoziati di pace in sette anni – ogni possibilità di consistenti passi in avanti è apparsa più lontana che mai, visto che i leader israeliani e palestinesi litigavano e fino…
Irangame
Il rapporto delle sedici agenzie di spionaggio statunitensi che ha smentito le affermazioni della Casa bianca sul programma nucleare iraniano è una sorpresa solo a metà. Gia i rapporti dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica [Aiea] avevano rimarcato, seppur con una certa ambiguità, che non c’erano prove evidenti né della volontà iraniana di costruire armi nucleari, né dell’esistenza di un programma segreto. La sorpresa è più che altro interna all’amministrazione statunitense,…
La guerra costa 20 mila dollari a famiglia
Le guerre in Iraq e in Afghanistan sarebbero costate finora almeno 20 mila dollari per ogni famiglia media statunitense. E’ quanto scrive nell’edizione di martedì il quotidiano Washington post, che anticipa un rapporto del Congresso sui costi reali delle guerre volute da Bush. Secondo il documento, curato da un gruppo di deputati democratici, l’ammontare complessivo della spesa per gli Stati uniti è di un trilione e mezzo di dollari, cioè…
Gli Stati uniti non capiscono l'Iran
L. Bruce Laingen era un funzionario del ministero degli esteri statunitense a Teheran, nel 1979. Era in servizio quando gli studenti, presi dal furore della rivoluzione islamica, assalirono l’ambasciata statunitense e cambiarono irrevocabilmente il corso delle relazioni tra i due paesi. Laigen e altri 51 diplomatici sopportarono un sequestro durato 444 giorni, fino alla loro liberazione il 20 gennaio del 1981. Quel giorno, mentre si preparava a salire sull’aereo di…
Washington annuncia più controlli sui contractors
Il segretario di stato statunitense Condoleezza Rice ha annunciato mercoledì nuove misure per «aumentare il controllo» sulle compagnie militari private impiegate in Iraq. È la prima conseguenza della mobilitazione seguita al «Blackwatergate», dopo il massacro di 17 civili iracheni avvenuto a Baghdad il 16 settembre per opera dei «dipendenti» della Blackwater. Tra le misure annunciate c’è una «revisione» delle regole d’ingaggio dei contractors, che saranno adeguate a quelle del Pentagono….
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