Il caso Blackwater arriva fino alla Casa bianca
Il boomerang sta tornando indietro molto velocemente. L’audizione del proprietario della compagnia militare privata Blackwater, Erik Prince, davanti al congresso statunitense, sta alimentando, anziché smorzarle, le polemiche sull’impiego dei «contractors» in Iraq. Una delle domande a cui la commissione deve rispondere è: «La presenza dei contractors aiuta o danneggia la presenza militare statunitense in Iraq?». La risposta emersa finora dai documenti e dalle analisi della stampa, che improvvisamente si è…
Il Pentagono chiede altri 190 miliardi per la guerra
Il ministro della difesa statunitense Robert Gates ha chiesto al senato federale altri 190 miliardi di dollari per le truppe in Iraq e in Afghanistan. La richiesta, è stata presentata mercoledì sera [notte in Italia] nel corso di un’audizione davanti alla commissione del senato che supervisiona le forniture alle forze armate. La causa dell’ulteriore aumento delle spese militari è stata indicata nel bisogno di aumentare la dotazione di veicoli blindati…
Iraq. Aumentano le violenze negli ultimi tre giorni
Nuove violenze in Iraq dove negli ultimi tre giorni sono state uccise settanta persone, anche se i conteggi sono discordanti e ancora da verificare. Solo oggi il bilancio delle vittime sarebbe arrivato a ventisette, quasi tutte uccise nel nord del paese. Un uomo alla guida di un auto carica di esplosivo si è fatto saltare in aria contro l’abitazione di un capo tribale a Sinjar: otto i morti, dieci i…
Iraq. Il calcio riesce dove la politica fallisce
Una vittoria della nazionale di calcio sembra aver unito il paese che i politici dividono. Mercoledì la nazionale di calcio irachena ha battuto per 4 a 3 la Corea del sud in Malaysia e ha conquistato l’ingresso nella fase finale della Coppa d’Asia. La vittoria ha scatenato festeggiamenti nella capitale Baghdad e nella maggior parte del paese. Decine di migliaia di iracheni entusiasti hanno invaso le strade di Baghdad, sventolando…
Domande dopo le bombe di Algeri
In questi giorni, dopo un lungo periodo di silenzio, il Maghreb torna a far parlare di sé. Prima l’Algeria, poi il Marocco, poi la Tunisia, poi ieri di nuovo l’Algeria. I fatti che hanno attirato l’attenzione della stampa internazionale, ovviamente, sono fatti di sangue: attentati e scontri armati. I protagonisti assoluti di queste notizie sembrano essere, per la prima volta, non più dei gruppi isolati ma membri di una rete…
Non c’è pace sotto il Vesuvio
ALEX ZANOTELLI non ha dubbi: «La grande Napoli, la più vasta realtà urbana d’Italia con oltre quattro milioni d’abitanti, è la città più militarizzata della penisola». Prima della presentazione, alla vigilia della manifestazione di Vicenza contro la base Usa, del dossier «Allarme Napoli. Mani militari sulla città», redatto dal «Comitato pace, disarmo, smilitarizzazione del territorio Campania», pochi sapevano quanto la Campania fosse piena di basi militari. «La fotografia che esce,…
Bush è solo
Quando il corteo di trenta auto blindate, protette da un poliziotto ogni cinque metri ai due lati di Via della Conciliazione, da uno spazio aereo chiuso e sorvegliato da caccia ed elicotteri, da cecchini sui tetti, da tombini saldati, da telecomunicazioni sorvegliate e interrotte, da radio indipendenti messe a tacere, dentro una città svuotata e presa in ostaggio, quando insomma George W. Bush è arrivato in Vaticano, dalla scarsa folla,…
L'elmo di Scipio
Si prospettano funerali di stato per la salma del povero Quattrocchi. Fini dice che ciò gli è dovuto a causa della sua ultima frase (che lo avrebbe reso simile a un militare/eroe). Noi non sappiamo se la frase è stata detta, e quale fosse in realtà: l’ha detto la televisione e tanto deve bastarci. Certo non faremo barricate e blocchi stradali per impedire delle esequie solenni: permettiamoci, almeno, un paio…
Formule
I diplomatici statunitensi sono bravissimi a inventarsi formule. Sintetiche, efficaci, lapidarie. Quella per che spiega il “passaggio di sovranità” del prossimo 30 giugno è “full transfer, limited exercise”. Più o meno: “Pieno trasferimento, esercizio limitato”. Cioè, un pieno trasferimento di sovranità limitata. Nelle materie e nei modi su cui avrà competenza, il nuovo governo provvisorio iracheno sarà “sovrano” ma queste materie saranno limitate. Berlusconi questo non lo ha spiegato, giovedì…
Siamo tutti iracheni
“Nous sommes tous Américains”, scrisse Jean-Marie Colombani, direttore di Le Monde, all’indomani dell’11 settembre. De Bortoli, direttore del Corriere delle Sera, riecheggiò. Quasi un manifesto, una dichiarazione di principio, molto più che l’evidente pietà per i morti: il bisogno di reagire alla paura, all’ignoto, al sorprendente, all’orribile. Un istinto “umano” prima ancora che politico. Come se dalle tenebre fosse uscito un diabolico mostro, Behemoth, come se si fossero spaccati i…
Giovedì, ore 17
Noi troviamo che ci siano buonissime ragioni perché giovedì pomeriggio la maggior quantità possibile delle persone che da un anno e mezzo manifestano e fanno molte altre cose per fermare la guerra in Iraq portino le loro bandiere della pace a Castel Sant’Angelo, perché affianchino i familiari dei tre italiani sequestrati in Iraq, che hanno chiesto a tutti di partecipare. La prima di queste ragioni, la più importante, è che…
I nostri morti
Obiettivo raggiunto. La trasmissione “Porta e Porta”, mercoledì sera, ha raggiunto il 33 per cento di “share”, molto oltre il solito 17 per cento, grazie all’attesa di sapere chi, tra i quattro italiani sequestrati in Iraq, fosse stato ucciso, e grazie alla presenza in studio del ministro degli esteri, Frattini, il quale, come fa notare la Repubblica, ha scelto di star seduto lì, invece che nel suo ufficio alla Farnesina….
Ostaggi e prigionieri
Ogni giorno, ogni minuto succede una cosa terribile, in Iraq. Lunedì, se possibile, è stato ancora peggio. Perché, per dirne una, le Ong hanno deciso oggi di mandar via dall’Iraq il loro personale non iracheno. E per altri due episodi che mostrano come un altro limite sia stato superato. Il primo: un video mostra che quattro italiani, “contractors”, cioè mercenari, in Iraq, sono caduti nelle mani delle Brigate Mujaheddin. Fanno…
30 giugno
Gli ulivisti si stanno agitando per fare in modo che, anche dopo i tragici fatti di Nassirya, dove per la prima volta dalla seconda guerra mondiale soldati italiani hanno ucciso civili di un paese occupato, la loro linea dell’affidare la soluzione di tutto alla ormai mitica data del 30 giugno non crolli del tutto. A quel punto, dicono, sarà l’Onu a prendere il controllo. Eppure, per una volta, e probabilmente…
Gli sgambetti di Aznar
Con due sgambetti, Aznar ha cercato di mettere in difficoltà il nascente nuovo governo dello stato spagnolo. Due sgambetti d’acredine. Il primo è la lettera che l’ex primo ministro ha scritto a Zapatero, per chiedere cosa fare per la prevista rotazione del contingente spagnolo in Iraq, rotazione che avviene proprio in questi giorni. Con le truppe di rimpiazzo già pronte, Aznar ha chiesto al suo successore se condivideva l’ordine di…




