Cunski, il caso non è chiuso
Il caso della nave dei veleni in Calabria non può essere archiviato, dicono le associazioni ambientaliste. Troppi gli interrogativi sulla posizione e il numero dei relitti, nonché sulle ricerche, operate dalla nave di Attanasio, coinvolto nel processo Mills, e coordinate dalle Capitanerie di porto.
Tre miglia e mezzo
Giorni fa avevamo intitolato, un po’ per ridere, «Giochi di Prestigiacomo», a proposito di quel che la ex ministra dell’ambiente [«ex» nel senso che il ministero non esiste più di fatto, privato com’è di poteri e di soldi] sta facendo a proposito delle «navi dei veleni» affondate nel mare di Calabria. La ministra, insieme al procuratore antimafia Piero Grasso, aveva annunciato che la nave davanti a Cetraro non era quella…
A casa nostra
Quando il cronista viene a sapere che sul letto del fiume Oliva, sulle montagne che sovrastano Amantea e il mar Tirreno cosentino, ci sono rifiuti tossici, scuote la testa con amarezza: chi aveva indagato seriamente sulla faccenda delle navi dei veleni a partire dallo spiaggiamento della Jolly Rosso, nel dicembre del 1990, lo aveva detto anni fa. Ma quando viene a scoprire che alcuni abitanti di quelle zone hanno costruito…
Calabria a perdere
Chissà se chi ha coniato la metafora degli «insabbiamenti» per indicare i misteri della repubblica nascosti sotto il tappeto delle procure e dei servizi segreti, poteva immaginare che un bel giorno, sulle coste calabresi, si sarebbero scoperti sotto la sabbia o a pochi chilometri dal bagnasciuga alcuni dei veleni che hanno attraversato il nostro paese negli ultimi trent’anni. Fatto sta che da qualche settimana, complici le rivelazioni di un pentito…
In Calabria toccato il fondale
Misteri irrisolti, traffici di rifiuti tossici e di materiale nucleare arrivato fino a Saddam, ’ndrangheta: sono le tessere del puzzle delle «navi a perdere». Al centro, le comunità locali, che finalmente si ribellano e il 24 manifestano ad Amantea
«Navi a perdere» da vent'anni
Persino il ministro Giovanardi, nel 2004, ha ricostruito un pezzo dei traffici di armi e rifiuti, via mare e via terra. Alla base, le indagini delle procure e le denunce delle associazioni ambientaliste, ma anche dei genitori di Ilaria Alpi. Però niente si è mosso.
Rifiuti e armi nelle «navi a perdere»
E’ dagli anni novanta che le associazioni ambientaliste denunciano traffici illeciti via terra e via mare. Ci sono nomi di persone e aziende che ricorrono, ma emergono anche connivenze istituzionali nazionali e internazionali, come ricorda il Wwf




