Nablus. La normalità
Il brano pubblicato è il suo diario del 26 maggio a Nablus dalle 12,15 alle 13,30
Bush stop
La guerra continua ad aggiungere orrore ad orrore, in una escalation che pare senza fine e che coinvolge ormai pienamente la missione italiana. Il Comitato Fermiamo la Guerra esprime il suo cordoglio ai coraggiosi genitori di Matteo, 23 anni, morto ieri in Iraq, ribadendo la solidarietà alle popolazioni irachene per le decine di caduti a Nassirya e le migliaia di vittime dell’occupazione in tutto il paese. In questo quadro sempre…
Bugie
Il nome di Matteo Vanzan si aggiunge a quelli dei caduti di Nassiriya. Con una differenza importante. A novembre l’attacco contro la base italiana venne presentato come un “attentato”, come un’operazione di “terrorismo”. Adesso, Vanzan è morto facendo quello che i soldati fanno: combattendo. Il padre del giovane lagunare ha raccontato che suo figlio era andato in Iraq convinto di partecipare a una missione di pace. Probabilmente è, o meglio…
Giovedì, ore 17
Noi troviamo che ci siano buonissime ragioni perché giovedì pomeriggio la maggior quantità possibile delle persone che da un anno e mezzo manifestano e fanno molte altre cose per fermare la guerra in Iraq portino le loro bandiere della pace a Castel Sant’Angelo, perché affianchino i familiari dei tre italiani sequestrati in Iraq, che hanno chiesto a tutti di partecipare. La prima di queste ragioni, la più importante, è che…
Andiamoli a prendere
Care tutte e tutti, ho saputo appena scesa dall’aereo a Bruxelles del messaggio dei rapitori iracheni. Non posso tornare subito a Roma come vorrei, qui al Parlamento europeo vi è la delegazione del Parlamento palestinese. Devo restare, malgrado l’emergenza. Solo due righe perché tra qualche minuto inizio gli incontri. Ho parlato in Italia solo con poche persone del movimento. Mi hanno meravigliato alcune risposte. Non mi sembravano così diverse da…
Perché la guerra finisse
Come apprezziamo moltissimo la fermezza del segretario della Cgil nel sostenere che il ritiro delle truppe italiane dall’Iraq è la premessa necessaria per un cambio effettivo di rotta, così ci risulta misteriosa l’insistenza con la quale Guglielmo Epifani fa sapere quanto improprio sia, a suo modo di vedere, trasferire sul 25 aprile, ricorrenza fondamentale per l’identità della repubblica, il “tema” della pace. Dire semplicemente che i due “temi”, la Liberazione…
Viva Zapat(ero)
Il primo atto ufficiale di José Luis Rodríguez Zapatero, appena insediato come presidente del governo spagnolo, mostra che la politica, qualche volta, sa essere coerente con le promesse che formula in campagna elettorale. Sembra banale, dirlo, ma nel paese in cui tutti credono di essere Machiavelli, com’è il nostro, è una lezione incredibilmente efficace. Si annuncia di voler fare qualcosa, e appena si è in grado, la si fa. Caspita….
Cambiare il mondo
Sembrerebbe che la cortina fumogena si stia un poco diradando. Certo, abbiamo tutti gli occhi rossi e la tosse, però, una volta di più, “aquí estamos”. La tempesta nel bicchiere d’acqua torbida della politica non ha annegato nessuno. Il fumo si disperde grazie a fatti come la lettera di Piero Sansonetti sull’Unità di martedì (rarissimo esempio di onestà e sprezzo del pericolo, anche se con Piero mi piacerebbe discutere di…
L’ «aggressione» a Fassino
Metto le mani avanti. Chi legge questo sito, si presume, conosce il lavoro di Carta e, in particolare, l’impegno che mettiamo nella promozione della nonviolenza. Nell’Almanacco di Carta per il 20 marzo, tuttora in edicola, pubblichiamo il saggio di Marco Revelli su “Marxismo, violenza e nonviolenza”, ultimo atto di una lunghissima serie di altre iniziative di questo tipo. Di questo impegno fa parte integrante la critica di certi atteggiamenti di…
Buon viaggio
Buon viaggio a chi è salito su un treno, un pullman o una bicicletta per andare a Roma. In realtà, non sta andando a Roma, soltanto, ma anche a Baghdad, a Madrid, a New York, a Sydney, a Daka, a Mumbai, a Sao Paulo e in centinaia, forse migliaia di altre città. Questa non è una “manifestazione nazionale”, com’è nella tradizione, ma una manifestazione globale. L’altro giocatore, quello che rifiuta…
La ribellione degli sms
Suppongo che, in una guerra, l’incertezza su quello che succederà trasformi l’esistenza in stato d’assedio. Si è vissuto così a Madrid, negli ultimi giorni. Dalla mattina tremenda nel corso della quale le cifre facevano aumentare la montagna di morti, l’esistenza di tutti è stata segnata dall’impossibilità di sapere che altro ci sarebbe capitato. Dal momento in cui abbiamo chiamato i nostri cari per sapere che non erano morti, le emozioni…
Paz
Per favore, basta. Volete venire alla manifestazione del 20 marzo? Veniteci, e siate discreti, senza truppe e ostentazioni. Il problema è vostro. Ma smettetela di dire e fare idiozie. Rutelli che dice di voler venire al corteo pacifista perché “non si può regalare il popolo della pace a Bernocchi e Casarini”, ad esempio. Non gli viene in mente che il popolo della pace non è un osso da contendersi? Che…
Nemmeno uno
Si dirà che le bombe che a Madrid hanno ucciso quasi duecento persone sono “l’11 settembre europeo”, e che, di conseguenza, la “guerra al terrorismo” va intensificata. Si svilupperanno ipotesi e indagini, supposizioni e accuse sui responsabili: l’Eta, l’organizzazione armata basca, o non meglio identificati gruppi di islamisti, forse la stessa Al Qaeda. A noi interessano solo due cose. La prima, che a rimetterci la vita sono stati duecento uomini…
Ai miei amici
Se io volessi andare con tutti i miei amici, e sono in grado di raccoglierne un discreto gruppo, a una manifestazione pubblica dell’Ulivo convocata, poniamo, a sostegno del Ponte sullo Stretto di Messina, e dicessi che sono lì perché ho il diritto anche io di manifestare, anche se io e i miei amici inalberiamo cartelli e striscioni contro il Ponte, credo proprio che Marco Minniti (capo calabrese dei Ds, nonché…
Nonviolenza a Venezia
Non è privo di interesse, il fatto che, a parlare del convegno organizzato a Venezia lo scorso week end da Rifondazione sul tema della nonviolenza, siano stati solo due quotidiani: Liberazione, ovviamente, e il Corriere della Sera. Il primo è il giornale del partito, il secondo quello che con più insistenza infila coltelli nelle piaghe, diciamo così, delle sinistre. Il quotidiano milanese ha inventato il dibattito sulla “solitudine dei riformisti”…




